NON MI INTERESSA USARE L’AI PER PRODURRE PIÙ TESTO. MI INTERESSA USARLA PER PENSARE MEGLIO.
All’inizio è facile ridurre l’AI a una macchina che scrive email. Per me ha iniziato ad avere valore quando l’ho spostata dentro il processo commerciale: preparazione, domande, sintesi, priorità e follow-up.
Il punto non è delegarle la relazione con il cliente. Il punto è arrivare più preparato, distinguere ciò che so da ciò che sto solo ipotizzando e uscire dall’incontro con meno rumore.
Il flusso che seguo: prima → incontro → dopo.
Contesto, informazioni note, buchi, ipotesi e domande da verificare.
Ascolto, verifico, raccolgo fatti e separo i segnali dalle impressioni.
Trasformo note sparse in fatti, richieste, rischi, opportunità e prossime azioni.
L’AI non sostituisce l’incontro. Riduce il lavoro meccanico che circonda l’incontro.
AI “sbagliata” vs AI utile.
Uso debole
“Scrivimi una mail commerciale.”
“Fammi un riassunto.”
“Dimmi cosa dire al cliente.”
Il rischio è ottenere testo plausibile ma poco ancorato alla realtà.
Uso utile
“Aiutami a capire cosa non so ancora.”
“Separa fatti e ipotesi.”
“Quali domande devo verificare dal vivo?”
“Quali prossime azioni emergono davvero dagli appunti?”
Prima: uso l’AI per trovare i buchi, non per inventare risposte.
Parto da informazioni reali: sito dell’azienda, note precedenti, prodotti, obiettivo della visita. Chiedo all’AI di aiutarmi a distinguere ciò che è noto da ciò che devo ancora verificare.
Chi incontro e perché.
Quale problema potrebbe esserci.
Cosa devo validare dal vivo.
Dopo: gli appunti devono diventare azioni.
Una pagina di note non è ancora un risultato. Il passaggio utile è separare fatti, impressioni, richieste, rischi e next action.
Ciò che il cliente ha realmente detto o confermato.
Ciò che devo ancora verificare.
Cosa devo fare, chi lo fa e quando.
Cosa può bloccare la trattativa.
Da appunti grezzi a una prossima azione leggibile.
Appunti grezzi
Cliente interessato. Deve parlarne internamente. Ha chiesto una soluzione diversa. Forse serve un test. Richiamare la prossima settimana.
Output operativo
Fatto: il cliente deve fare un confronto interno.
Richiesta: valutare una soluzione alternativa.
Ipotesi: potrebbe servire un test, ma non è ancora confermato.
Next action: chiarire internamente l’alternativa e ricontattare il cliente con una proposta concreta.
Lo scopo non è rendere gli appunti più belli. È rendere evidente cosa è certo, cosa manca e cosa succede dopo.
Il prompt che uso come controllo di qualità.
“Questi sono i miei appunti. Non inventare informazioni mancanti. Separa fatti, richieste, opportunità, rischi e prossime azioni. Per ogni prossima azione indica chi dovrebbe farla e quale informazione manca per completarla.”
Il valore non è la frase in sé. È la disciplina: impedire all’AI di riempire i vuoti e costringerla a rendere visibile ciò che manca.
Cosa mi porto dietro.
L’AI funziona meglio quando entra in un processo già chiaro. Se non so cosa voglio ottenere da un incontro, nessun prompt può risolvere il problema. Se invece il processo è chiaro, l’AI può ridurre parecchio il lavoro amministrativo che viene dopo.
CONFRONTO